Murray Island

murray island

Perché parliamo di Murray Island e, soprattutto, dove si trova quest’ isola menzionata nel racconto “BOOPS SALPA”? Come ben ricorderanno i nostri affezionatissimi lettori, sulle spiagge di Murray Island  sbarcano i Pirati dei Milan, dopo che quell’energumeno psicopatico de il Zio aveva cercato di stritolare la test… ehm ehm, dopo che il nostro buono e paziente zio era arrivato suo malgrado ai ferri corti con l’uomo-pesce schizzato di testa chiamato Boops Salpa, che con sguardo inquisitore non la piantava un attimo di importunare suo zio, per di più, in frangenti assai difficili per la navigazione della caracca Tortuga.

Tuttavia Boops Salpa, su rigido dettame del Nonnetto, era molto importante che sopravvivesse, che non venisse stracciato a mani nude in due tronconi come un pezzo di cartone marcit… ehm ehm … Insomma, era doveroso che Boops Salpa non perdesse la vita a causa di quella navigazione complicata nel quadrante della Grande Barriera Corallina, perché egli doveva officiare proprio su Murray Island un rito marino antichissimo e arcano, essendo costui un essere in armonia ancestrale con il grande Mare, così come lo sono i rabdomanti con la terra. Stiamo ivi riferendoci a quella magica sintonia con la natura che gli esseri umani hanno stoltamente barattato con Smartphone, centri commerciali, social network e quant’altro sia pura fuffa ai fini dell’elevazione spirituale alla quale ognuno di noi dovrebbe tendere.

Ma perché, ordunque, noi Narratori abbiamo scelto quest’isola, considerato che nel mondo, pare, ci siano almeno 900.000 isole mappate? Ebbene, ve lo sveliamo molto volentieri, affinché non si cianci in qualche taverna portuale che la nostra bella e istruttiva saga sia in realtà nient’altro che una patologica descrizione di massacri inenarrabili fine a sé stessi. Nostro nonno, Esimio Chiarissimo Professore e Divulgatore dello scibile umano, ci spiegava sempre l’assoluta importanza della conoscenza della Geografia per la formazione di un giovane.

Durante le sue brillanti lezioni a bordo della El Diablo, alle quali presenziavamo sempre con la massima attenzione perché, se no, rischiavamo di venire crivellati di colp… ehm, ecco, nelle quali lezioni cercavamo di porre la massima concentrazione perché assai istruttive, la materia della Geografia era ritenuta dal Nonno di nobiltà pari alla Poesia, alla Filosofia, alla Teologia, alla Matematica, all’Astronomia e alla Storia. Il Nonno raccomandava poi di tener sempre, oltre che una rivoltella carica e una bomba a man…ehm hem, di tenere un bell’atlante geografico a portata di mano perché, sfogliandolo di tanto in tanto, avremmo stimolato quell’attitudine insita in ogni uomo a viaggiare, a scoprire luoghi dello spazio diversi da quelli a noi noti, a memorizzare paesaggi mai visti prima per interiorizzarli.

Il buon Nonnino ci diceva secondo ferrea logica, puntandoci addosso il suo UZI Pisto… ehm, puntandoci addosso con enfasi una bacchetta di legno che, per concepire un viaggio, bisogna pur sapere dove si desidera andare. Come facciamo, infatti, a desiderare di visitare un posto – sia esso un’isola, una città o un continente – se non ne conosciamo l’esistenza?

Quante volte ci è capitato di domandare ai giovani d’oggi quale luogo vorrebbero visitare e ricevere da costoro risposte deprimenti del tipo «Questa estate voglio andare a Ibiza a impasticcarmi dalla mattina alla sera!» e, avendoli poi esortati a immaginar altri posti più edificanti per trascorrere il tempo libero di un’affollata discoteca piena di drogati e drogate che si dimenano bombardati da milioni di caotici decibel, come ad esempio il sud-ovest del Sultanato dell’Oman, dove le antiche cronache dei carovanieri arabi narrano di una favolosa città dalle colonne d’oro, chiamata Ubar, sepolta sotto le dune da una tempesta di sabbia per l’empietà dei suoi abitanti o le giungle interne del Madagascar, alla ricerca del lemure nano d’Ankarana o del lemure Sifaka detto “ballerino”, sentirci dire: «Il Madagascar? È vicino al Brasile, giusto?» – «Lo Yemen? Si trova in Russia per caso?».

In altre parole, a parte le castronerie suddette che però, purtroppo, non sono nostre esagerazioni, ma sconcertanti verità – il Nonno sosteneva ben a ragione che coloro i quali son ignoranti di Geografia, non solo non sanno neppure dove andare in vacanza, ma possiedono un orizzonte spaziale interiore inesistente. E questa è una mancanza gravissima, se ci pensiamo un attimo con freddezza. Un uomo che non sa nulla o quasi nulla dello spazio fisico – il termine “Geografia” non significa altro che descrizione dei luoghi fisici che ci circondano – in cui trascorre la sua breve esistenza, è un essere facilmente controllabile da chi fa del controllo delle masse la propria redditizia professione.

Questo perché i confini geografici del mondo sono i contenitori in cui, attraverso l’operato dell’uomo, si sedimentano altre materie fondamentali come la Storia, l’Archeologia, l’Etnologia, l’Antropologia, la Sociologia, la Linguistica, le cui conoscenze sono imprescindibili al fine di non farsi pigliare per il cul… ehm, ecco, insomma, queste son tutte materie utili per allenarsi alla critica.

Così, noi Narratori, sfogliando il nostro fedele atlante geografico che, fin da ragazzi, avendo ascoltato il prezioso consiglio di nostro nonno, teniamo sempre nella valigetta o nello zaino insieme a una rivoltella e a una bomba a man… ehm ehm, insomma, sfogliando questo benedetto atlante ci siamo imbattuti per puro caso in quest’isola: Murray Island. E, vedendola ritratta nella fotografia mozzafiato ivi postata, abbiamo sognato di raggiungerla, di conoscerla, di vivere su di essa un’avventura indimenticabile, di sentire sui nostri volti abbronzati la brezza marina che accarezza le alte palme da cocco che la costellano, di passeggiare con prediletti amici lungo le sue spiagge lambite da un mare turchese e smeraldino, un mare molto lontano dal caro Mediterraneo, un Mare che ci racconta storie di uomini diversi eppure simili a noi. Altro però non vi sveliamo, poiché vogliamo lasciare a voi il piacere di scoprire dove quest’isola si trova, insieme alla scoperta della sua interessante variegata Storia, che si lega ai viaggi del Comandante Cook e, ovviamente, alle fantastiche peripezie dei Pirati dei Milan.

Come fare? Semplice: prendete un atlante geografico, spegnete lo stramaledetto cellulare, e iniziate a sfogliarlo! Oppure, se siete dei dannati scansafatiche buoni per il gatto a nove code, cliccate sul link che vedete qui sotto!

https://en.wikipedia.org/wiki/Murray_Island,_Queensland

Andrea Cominelli e Diego Trigili